Dolci

#StoriediPiatti: il latte alla portoghese

Un’altro racconto per #storiedipiatti. Questa volta lo dedico alla nonna Nella, visto che la prima ricetta era in ricordo dell’altra nonna.
E’ una ricetta che sa di latte, di caramello, dell’odore di zucchero che pervadeva la casa quando cuoceva in forno. La storia del latte alla portoghese.
Latte alla Portoghese
Alcuni dicono sia come il crème caramel ma secondo me no, è un’altra cosa. La consistenza è diversa ed ha una leggerezza ineguagliabile. Questo dessert è leggero, liscio e delicato. Non ha aromi se non i retrogusto del caramello ed il sapore del latte. In casa è sempre stato uno dei dolci più ricorrenti, la mamma lo faceva molto spesso, ormai ci ha preso così tanto la mano che l’interno è sempre perfetto, senza alcuna bolla. Perché uno dei segreti di questo dolce è proprio questo: la cottura, che deve essere lenta e delicata, a bagno maria, così che il composto di uova si rapprenda piano piano e non formi i grumi. Ci vuole esperienza, conoscere bene il forno e non avere fretta.
Latte_Portoghese
Ma questo dolce ha anche un altro segreto, che conosceva la nonna Nella: un chicco di caffè. Nel composto di uova metteva un chicco di caffè, che aveva un compito fondamentale: rimuovere l’odore di uovo. Così almeno diceva la nonna. E se ci pensate ha un suo perché visto che il caffè è notoriamente un alimento assorbi odori. In questa ricetta di uova ce ne vanno ben 8, quindi il loro sapore è decisamente predominante. Non so se la storia sia vera o meno, ma da piccoli era sempre una gara per trovare la fetta con il chicco di caffè! In realtà, era una scusa per mangiarne diverse fette…
Questa è la ricetta della mia nonna, quella che da sempre accompagna i nostri pranzi della domenica. Si prepara così:
1 litro di latte intero
8 cucchiai di zucchero + 3 per il caramello
8 uova
scorsa di limone ed un chicco di caffè
Latte_alla_Portoghese
Portate ad ebollizione il latte con lo zucchero ed il limone (toglietelo dal fuoco un attimo prima che bolla). Lasciatelo raffreddare da una parte. Nel mentre, preparate il caramello direttamente dello stampo da budino. Noi abbiamo sempre usato quello troncoconico senza foro ma potete scegliere quello che più vi piace, anche a ciambella (dovrete però versare a parte il caramello nello stampo). Mettete sul fondo dello stampo 3 cucchiai di zucchero e portatelo a caramellare. Lasciatelo da una parte e sbattete in un’ampia ciotola 4 uova intere e 4 tuorli; uniteci il latte (attenzione che sia solo tiepido, altrimenti rischia di cuocere le uova). Colate quindi il composto di latte e uova da un colino a maglia fine direttamente nello stampo ed infornate nel forno tiepido (130 °C) a bagno maria per circa 50 minuti.
Lasciatelo freddare completamente prima di toglierlo dallo stampo. Basta passare la lama di un coltello sui lati e poi capovolgere il dolce in una zuppiera. Tutto il caramello, andrà a costituire un ottimo sughetto per accompagnare il dolce.

Questo dolce a mio avviso coniuga perfettamente raffinatezza, semplicità e tradizione. Se ci pensate usa ingredienti banalissimi, che in qualsiasi casa di contadini si potevano trovare senza troppe difficoltà. Ma sono combinati in un modo magico, per creare un dessert raffinato ed elegante. E’ l’esempio di come una ricetta povera e “di casa” possa ambire a trovare spazio un una signorile pâtissierie di prima categoria. Infatti è sempre stato il dolce dei pranzi importanti, quelli in cui gli ospiti erano di gran conto ed in cui dovevamo fare bella figura. Un dolce da re con ingredienti contadini.

Questa ricetta partecipa alla raccolta “Storie di Piatti“ di Vetrina Toscana
vetrina

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