Italia

I Ravioli della Maremma

E’ bastato il primo sole per farmi tornare la voglia di estate. La voglia di buttare via i maglioni di lana e ritirare fuori le camice bianche di cotone leggero. Non poterne più degli stivali e desiderare immensamente un paio di infradito. Un’ora in meno per riscoprire una luce incredibile anche quando esci dall’ufficio che ti fa venire voglia di fermarti ad aspettare il tramonto davanti ad un bel panorama gustandoti gli ultimi caldi raggi del sole.

Così, pensando alla lentezza, di cui ricorreva proprio ieri l’anniversario, ho ripensato alla Maremma ed alla vacanza di quest’estate a Massa Marittima. Una vacanza organizzata all’ultimo minuto, non prevista, e per questo incredibilmente sorprendente.

La Maremma ha un paesaggio bellissimo che parla di lentezza, di giornate scandite dal movimento del sole, di campi di girasoli che si muovono seguendo il suo spostamento nel cielo, di colline disegnate dalle viti e dai cipressi. E’ un paesaggio da poesia, dove ritrovare l’anima ed il cuore. Una terra di grande tradizione contadina, la Maremma, vicina al mare, un mare più selvaggio e burbero di quello delle coste più a nord. Un mare più schietto ed onesto, che ti fa riscoprire la bellezza della natura pura.

La nostra base era Massa Marittima, la “piccola Siena”, un borgo medioevale perfettamente conservato che offre tutte le comodità di una piccola cittadina, unite alla tranquillità di un paesino di provincia. Una soluzione per noi, con Remì piccolo, ideale. Trovandosi più o meno al centro della Maremma, è ottima come base per raggiungere sia il mare, che per scoprire le meraviglie dell’entroterra e passare in questo modo una vacanza varia e mai noiosa.

E poi, la cucina: i frutti della terra trovano qui una lavorazione sopraffina. Dalla schiacciata coi ciccioli, ai salumi e formaggi locali, dalle paste fresche con i sughi di cacciagione, alle zuppe di verdure, fino a arrivare al piatto più famoso: i tortelli. Due sfoglie sottili di pasta all’uovo che racchiudono un cuore morbido di spinaci e ricotta fresca, quella vaccina del contadino che sa di latte. Sono buoni anche con un filo d’olio, ma la sua morte è con il sugo di carne: un ragout bello corposo, insaporito con un pò di salsiccia e bagnato da un buon vino dai sapori aromatici che il vento del mare riesce a portare fin qui.

Ecco come rifarli a casa.
Per la sfoglia, potete anche acquistare quella pronta alla pasta fresca, oppure, farla a casa non è poi così complicato. Le dosi sono quelle classiche: 1 uovo, ogni 100 grammi di farina. Per i tortelli, io preferisco usare solo farina tipo 0, rimangono più “morbidi” al morso. Per una dose di 4 persone, bastano 300gr. di farina e 3 uova.
Per il ripieno: ci vuole circa 500gr. di una buona ricotta di mucca, compatta e non acquosa e circa 300gr degli spinaci cotti. Si tagliano finemente gli spinaci e si mescolano alla ricotta, aggiungendo anche un uovo, sale, pepe e noce moscata. Quando la farcia è pronta, si stende la sfoglia, non troppo fine, e si riempiono dei rettangoli piuttosto grandi, di circa 10x5cm. Si chiudono bene i bordi sovrappone un’altra sfoglia e si fanno aderire bene i bordi.

A me piacciono quando la pasta è un pò spessa, capace di reggere il ricco ripieno senza romperli. Sono buoni anche solo con olio e parmigiano o burro e salvia, ma è indubbio che il sugo di carne è la morte sua…tutto ovviamente annaffiato da un bel bicchiere di rosso schietto della maremma, dal retrogusto fruttato, come si trovano da queste parti.

Leggi qui i miei consigli di viaggio in Maremma.

0 thoughts

  1. Ale Author

    ecco un altro piatto spettacolare della tradizione toscana! brava Chiara, e w la lentezza

  2. Bellissimo articolo, mi hai fatto venire una vogliaaaa…!!!

  3. FabrizioDA Author

    spero che la Maremma ti piaccia! ^_^

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.